Inappropriatezza

26 08 2010

A. G. Gargani, nel suo Wittgenstein, citando Paul Johnston in Il mondo interno, scrive:

“noi non applichiamo la parola dove a rigore parlando non è appropriata; piuttosto, noi l’applichiamo dove essa è completamente inappropriata. Ciò che è strano ed interessante è che noi usiamo questa parola, questa immagine, in quello che sembrerebbe essere un contesto completamente inappropriato.”





la porta

28 01 2010

LA PORTA

………….…..La porta

la porta aperta-chiusa

bianca…

La porta

che, dalla trasparenza, porta

nell’opacità…

La porta

Condannata…

La porta

Cieca, che reca

Dove si è già, e divelta

Resta biancomurata

E intransitiva…

L’amorfa

Porta che conduce ottusa

E labirintica (chiusa

Nel suo spalancarsi) là

Dove nessuna entrata

Può dar àdito…

Dove

Nessuna stanza o città

S’apre all’occhio, e non muove

- nel ristagno del vago –

ramo o pensiero una sola

parvenza…

Una sola

Cruna di luce ( o d’ago)

Nella mente…

La porta

Morgana.

La Parola.

Giorgio Caproni





L’esperienza

6 03 2008

* E’, per lo più, ricorrente un’idea di concretezza (di esperienza) sempre legata al fare, alla produttività. E se invece la concretezza, la materialità dell’esperienza, fosse legata al non fare e alla improduttività? Leggi il seguito di questo post »








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