differenza, ritorno, paradigma – riflessioni sparse

30 08 2009

(prima stesura)

1.

Pre-supposto: l’elaborazione dei concetti di differenza e di dualità come elaborati in La differeza, o della differenziazione. Nella lettura che va da Husserl a Fink, io credo si possa cogliere il palesarsi di una differnziazione radicale. Dove possiamo individuare due dei fondamentali segnavia di questo processo? Mi pare si possa indicare: a) l’io sono non più identico a se stesso (elaborazione che troviamo nella II Meditazione Cartesiana); b) la radicalizzazione di questa elaborazione da parte di Fink in un vero e proprio dualismo (VI Meditazione Cartesiana – I parte – a questo proposito è estremamente interessante il passaggio che opera lo stesso Fink dal dualiso alla pluralità). Leggi il seguito di questo post »





Scienza rigorosa e metafora

8 06 2009

Una considerazione che oggi è emersa riflettendo con Enzo:

Husserl scrisse il saggio la fenomenologia come scienza rigorosa tentando quindi di ricondurre la fenomenologia stessa in un ambito di rigorosità ed esattezza tipica delle scienze positive naturali. Ora leggendo la VI meditazione cartesiana redatta proprio da Fink in collaborazione con Husserl parrebbe che l’introduzione del linguaggio sia in grado di scardinare questa idea. Esso infatti, trascinando con sé la dimensione naturale e di sedimento apre ad una fenomenologia che guarda all’analogia dell’analogia, alla metafora, ad un orizzonte che lascia aperto il varco per l’ingresso di un qualcosa che non è scienza esatta, esatta misurazione…





Una riflessione interessante

27 11 2008

arcoiristv

In riferimento alle tematiche della differenza e della differance rimandiamo ad una feconda lezione magistrale di Carlo Sini del 2002, proprio su questa tematica ed in riferimento a J. Derrida. Il contributo è possibile grazie ad una collaborazione con arcoiris.tv

Per scaricare il file:

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Siamo tornati

16 11 2008

Si pubblica qui di seguito un’estratto dell’intervento del professore Manlio Iofrida sul tema Il soggetto della storia. La questione antropologica nell’età post-umanistica. Tenutosi il 24/10/2008 presso la Fondazione San Carlo di Modena. Il testo integrale è reperibile sul sito o nelle prossime pubblicazioni della Fondazione.

Il soggetto della storia.

La questione antropologica nell’età post-umanistica

Manlio Iofrida

3.

[...] La strada che divenne egemone negli anni 60, la soluzione strutturalistica o poststrutturalistica che dir si voglia, era l’unica disponibile? Non c’erano altri modelli, altre personalità filosofiche che proposero una soluzione differente allo stesso problema, che, lo ricordo per chiarezza, era quello di trovare, fra gli opposti e speculari prometeismi che animavano il progetto occidentale e quello sovietico, un’alternativa nuova, di leggere e cercare di orientare diversamente il grande cambiamento storico rappresentato dal neocapitalismo? Ce n’era, e da diverso tempo, più d’uno, ma chi lavorava proprio in quel periodo su questo terreno era Maurice Merleau-Ponty, che fu peraltro uno dei maggiori introduttori dello strutturalismo: il fatto che, come è noto, egli sia morto proprio nel 1961, quando stava impiegando tutte le sue energie in questo progetto, aggiunge una nota tragica alla storia che stiamo ripercorrendo e tanto più mi preme sottolinearlo poiché ricorre quest’anno il centenario della sua nascita. Leggi il seguito di questo post »





La voce e il linguaggio

7 04 2008

Per una riflessione sul concetto di esperienza

Solo se il linguaggio non è la voce dell’uomo si apre per l’uomo la possibilità dell’esperienza. Esperienza, infatti, non è il semplice accadere di eventi materiali o biologici, ma un accadere tutto particolare di eventi, materialmente e biologicamente fondati, che trovano nell’uomo la loro condizione di possibilità. Leggi il seguito di questo post »





Percezioni, esperienze

21 03 2008

Io credo che le percezioni e le esperienze siano proprio nella pluralità, la quale significativamente ne fa emergere il senso nel loro darsi. Infatti, ogni qual volta io enuncio questi termini nella forma singolare (la percezione, l’esperienza) introduco già un processo induttivo di tipizzazione che mi rimanda ad una struttura categoriale in grado di comunicarmi qualcosa che si è già allontanato dalle esperienze pragmatiche che consideriamo immediate (ciò, lo vedremo, non vuol certo essere il tentativo di rinviare ad una fantomatica esperienza originaria ed immediata, ma in questa disamina preliminare è importante porre questa distinzione). Leggi il seguito di questo post »





Soglie delle percezioni

16 03 2008

Io credo che anche quando siamo impegnati nella riflessione speculativa più astratta, ciò avviene sempre a partire dal nostro corpo, dal nostro situarci in uno spazio ed in un tempo (mi riferisco qui anche alla riflessione di J. Searle); va da sé che mi ponga nella prospettiva di un fondamento biologico della vita a cui dobbiamo guardare e che dobbiamo preventivamente interrogare. Leggi il seguito di questo post »





Da quando porto gli occhiali ci vedo meno

30 01 2008

Non è che proprio ci veda di meno; le lettere su un testo stampato o una immagine su uno schermo cinematografico mi appaiono più nitide, mi capita però di non riconoscere più le persone.

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