Meditazioni sulle Meditazioni Cartesiane di E. Husserl

16 11 2008
E. Husserl

E. Husserl

E: Husserl, nella Seconda Meditazione Cartesiana scrive:

non è la mera identità dell’io sono che costituisce il contenuto assolutamente indubitabile dell’esperienza trascendentale di sé, ma è un’universale struttura apodittica di esperienza dell’io (per esempio, la forma temporale immanente del flusso dei vissuti) che si estende attraverso tutte le datità particolari della reale o possibile esperienza di sé, sebbene essa singolarmente non sia assolutamente indubitabile. In connessione e in dipendenza di essa sta il fatto che l’io si delinea per se stesso come concreto, esistente con un suo contenuto individuale di esperienze, capacità, disposizioni; l’io con il suo orizzonte si profila come oggetto di esperienza raggiungibile in una possibile esperienza di sé che può estendersi ed arricchirsi all’infinito.

Ora, io credo che proprio questa non identità dell’io sono rimanda a quella Rückfrage, quella domanda di ritorno che permette di s-velare lo scarto, la differenza che è già sempre in atto nella riduzione trascendentale fenomenologica. Tale processo, legato al configurarsi dell’io come atto e non come oggetto, è fondamentale perché pone sempre già un raddoppiamento, una differenziazione fra l’io vivente e l’io esperito. L’io pare quindi divenire stratificazione, continua sedimentazionedi, deposito differenziantisi di materiali. Proprio qui, nel differire, nello scartare si situa la possibilità stessa del processo di significazione.





Limite, parola, visione: tradizione visibilistica e filosofia

6 01 2008

Innanzitutto vorrei dire alcune cose sul tema del limite, che è il tema generale del nostro seminario, sul modo in cui io l’ho inteso e su come tale questione occupa attualmente la scena del dibattito filosofico. Leggi il seguito di questo post »