La differenza o della differenziazione

25 04 2009

Come una premessa

La differenza. Questa parola ha a che fare con la democrazia? Io credo di sì. Ma soprattutto credo che sia necessario tentare una declinazione di questa parola passando dalla differenza alla differenziazione. Cercherò di chiarire questi passaggi proprio affrontando il tema, sarò però anche costretto ad analisi che si rivolgono al tema in modo analogico ed allusivo. Alla conclusione di questa riflessione tornerò sul tema della differenziazione dandone una possibile lettura “politica”.

Vi è una differenziazione radicale che apparentemente si dà già a livello biologico. Da questa inizierò questo percorso per poi procedere ad una descrizione progressiva di questo processo già da sempre in atto ed indispensabile proprio per il definirsi di categorie come quelle di io, alterità e mondo. Leggi il seguito di questo post »





Meditazioni sulle Meditazioni Cartesiane di E. Husserl

16 11 2008
E. Husserl

E. Husserl

E: Husserl, nella Seconda Meditazione Cartesiana scrive:

non è la mera identità dell’io sono che costituisce il contenuto assolutamente indubitabile dell’esperienza trascendentale di sé, ma è un’universale struttura apodittica di esperienza dell’io (per esempio, la forma temporale immanente del flusso dei vissuti) che si estende attraverso tutte le datità particolari della reale o possibile esperienza di sé, sebbene essa singolarmente non sia assolutamente indubitabile. In connessione e in dipendenza di essa sta il fatto che l’io si delinea per se stesso come concreto, esistente con un suo contenuto individuale di esperienze, capacità, disposizioni; l’io con il suo orizzonte si profila come oggetto di esperienza raggiungibile in una possibile esperienza di sé che può estendersi ed arricchirsi all’infinito.

Ora, io credo che proprio questa non identità dell’io sono rimanda a quella Rückfrage, quella domanda di ritorno che permette di s-velare lo scarto, la differenza che è già sempre in atto nella riduzione trascendentale fenomenologica. Tale processo, legato al configurarsi dell’io come atto e non come oggetto, è fondamentale perché pone sempre già un raddoppiamento, una differenziazione fra l’io vivente e l’io esperito. L’io pare quindi divenire stratificazione, continua sedimentazionedi, deposito differenziantisi di materiali. Proprio qui, nel differire, nello scartare si situa la possibilità stessa del processo di significazione.