L’utilizzabilità possibile a partire dall’inapropiatezza ed infondatezza

25 09 2011

Utilizzabilità non è teoria della comunicazione. Seguendo Wittgenstein potremmo dire che la comunicazione è uno dei possibili giochi che si possono compiere utilizzando il linguaggio. Prendo a prestito il concetto di utilizzabilità che Heidegger espone ne L’origine dell’opera d’arte. Che cosa accade qui? L’oggetto (le scarpe da contadino) acquisisce un senso a partire dall’utilizzabilità, meglio, l’utilizzabilità dischiude un mondo. Ecco che analogicamente è il linguaggio – con il suo processo di significazione ed oggettivazione – e non l’oggetto che apre il mondo. E’ nel linguaggio che mostra le “scarpe”, che si apre il mondo nell’immanenza del linguaggio stesso. Qui si pone una domanda: cos’è qui la chiacchiera? E’ forse l’inauteuntico? Quello che si delinea è l’inappropiratezza. In che senso intendo questa espressione? Io credo che qui si debba intendere l’inappropriatezza come non proprio, come in-fondato. Tenendo presente la riflessione wittgensteiniana ciò che si mostra è un processo di differenziazione sempre in atto fra la parola e la cosa. La cosa non è la parola e la parola non è la cosa. Ecco che il trattino posto fra in e fondato vuole scartare rispetto al gioco dell’infondato che potrebbe prefigurare una insensatezza. Proprio nell’utilizzabilità questo elemento viene sempre posto sotto scacco. Per cogliere meglio questa riflessione rimando alla conclusione del saggio di G. Agamben dedicato al Bartleby di H. Melville. In esso si fa esplicito riferimento al fatto che parlare della tortura non è certo provarne la sofferenza sulla carne, ma il linguaggio è altresì in grado di mostrare questa sofferenza. Ecco l’inappropriatezza e l’in-fondatezza .

Magritte, la pipa

Magritte, la pipa





La differenza o della differenziazione

25 04 2009

Come una premessa

La differenza. Questa parola ha a che fare con la democrazia? Io credo di sì. Ma soprattutto credo che sia necessario tentare una declinazione di questa parola passando dalla differenza alla differenziazione. Cercherò di chiarire questi passaggi proprio affrontando il tema, sarò però anche costretto ad analisi che si rivolgono al tema in modo analogico ed allusivo. Alla conclusione di questa riflessione tornerò sul tema della differenziazione dandone una possibile lettura “politica”.

Vi è una differenziazione radicale che apparentemente si dà già a livello biologico. Da questa inizierò questo percorso per poi procedere ad una descrizione progressiva di questo processo già da sempre in atto ed indispensabile proprio per il definirsi di categorie come quelle di io, alterità e mondo. Leggi il seguito di questo post »








Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.