Wittgenstein procede nelle Osservazioni sui fondamenti della matematica ad analizzare l’inferenza per porla sotto scacco e per far sì che si mostri l’inciampo di ogni costituzione ontologica fondamentale. Questo elemento appare in tutta la sua evidenza, proprio se strutturiamo il processo inferenziale come derivante da un’ontologia regolativa sottostante. Questo elemento ha però un’ulteriore implicazione: è tutto il processo di causazione (causa-effetto) che, collocato nell’orizzonte del linguaggio, manifesta tutta la sua incapacità ad essere, ad indicare qualcosa di reale. Lo spostamento si compie proprio nel §32.
Ciò che appartiene all’essenza lo relego tra i paradigmi del linguaggio (pag. 19)
L’essenza è quindi relegata tra i paradigmi del linguaggio. Essa si dà, ma nel linguaggio. E’ il linguaggio che consente il mostrarsi di un’essenza, o meglio ancora il linguaggio ci consente di giocare il gioco dell’essenza. Queste considerazioni sono ancor più chiare se si legge il §33:
Il dire: “questa proposizione segue da quella” significa riconoscere una regola. Il riconoscimento avviene sulla base della prova. Cioè: accetto questa sequenza (questa figura) come prova. ——— “Ma potrei fare altrimenti? Non sono costretto ad accettarla?” Perché dici di essere costretto? Senza dubbio perché, giunto alla conclusione della prova, dici: “Sì – non posso fare a meno di riconoscere questa conclusione”, Ma questa, appunto, non è altro che l’espressione del tuo incondizionato riconoscimento. In altri termini, io credo che le parole: “Sono costretto ad ammettere questa cosa” vengano usate in un duplice ordine di casi: quando abbiamo ottenuto una prova, ma anche in riferimento al singolo passo della prova. (pag. 19)
Ecco che l’essenza, l’ontologia, il processo di causazione e d’induzione vengono qui posti nel linguaggio ed assumono, in questo modo una prospettiva ed una curvatura completamente differente. Non è più una realtà noumenica che si trova sotto e che dischiude un misterico, ma ci troviamo dinanzi ad una totale immanenza del linguaggio.